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Circa tre settimane lavorative: è questa la previsione per la conclusione delle operazioni di recupero del camburante dalla Costa Concordia naufragata il 13 gennaio all’Isola del Giglio; a condizione, naturalmente che le condizioni metereologiche rimangano sufficientemente buone da non essere costretti ad interrompere la difficile operazione.
La struttura del Commissario delegato per l’emergenza per il naufragio della Concordia e Costa

Crociere informano che le operazioni di prelievo del carburante dalla Costa Concordia proseguono ininterrottamente dalle ore 17 del 12 febbraio 2012, secondo il piano definito dai tecnici di Neri/Smit Salvage la compagnia leader mondiale in questo genere di recuperi. 
Rimangano ancora da svuotare un un migliaio di metri cubi di carburante, contenuti in 13 serbatoi, di cui 576 metri cubi sono contenuti nei serbatoi di prua.
Secondo le previsioni dei tecnici di Neri/Smit Salvage – dice la Compagnia Costa Crociere proprietaria della nave – se le condizioni meteo marine continueranno ad essere favorevoli, le operazioni di prelievo del carburante ancora presente a bordo di Costa Concordia dovrebbero concludersi in circa 3 settimane lavorative”.
Costa Crociere – sottolinea il comunicato – ha sempre avuto tra le sue priorita’ quelle di garantire la massima sicurezza, il minor impatto ambientale, la salvaguardia dell’ambiente e delle attivita’ economiche e turistiche dell’Isola del Giglio, il tutto realizzato in tempi ragionevoli”.
Il recupero delle 2400 tonnellate di carburante presenti nei giganteschi serbatoi della nave finora è proceduto secondo i piani, ma si lotta contro il tempo per evitare che la tragedia della Concordia si trasformi anche in un disastro ambientale di enormi proporzioni. Potrebbe accadere se la nave, trattenuta per ora dalle rocce dove si è incagliata, dovesse sprofondare nel fondale sottostante a 60-90 metri di profondità. 
Il pericolo è sempre più reale come mostra un nuovo video pubblicato dal giornale “Il Tirreno”. Dal video, girato con un sistema automatizzato dal Centro Emergenze in Mare dell’ISPRA, appare evidente che una delle punte delle formazioni rocciose sulle quali la nave si appoggia si sta sfaldando. La ricognizione sottomarina della nave è ora all’esame degli esperti e comunque “provoca grande preoccupazione circa la stabilità del natante”.
Nonostante il fatto che il video mostri una situazione non certo tranquillizzante il commissario Gabrielli, incontrando la popolazione del Giglio, ha parlato di inutili allarmismi. Secondo il capo della protezione civile la nave si è assestata sui punti d’appoggio e per ora non c’è pericolo che sprofondi. Ma le immagini sembrano dire proprio il contrario.

VIDEO

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